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A proposito di blocco di covata: l'esperienza di un lettore Stampa E-mail
Scritto da Marco Moretti   
Giovedì 19 Febbraio 2009 00:00

Gabbietta ScalviniAnch'io quest'anno per la seconda volta ho effettuato il blocco di covata su 120 famiglie; direi che il metodo funziona bene, anche se ci sono da affinare alcuni dettagli. Per la prima volta dopo 31 anni di apicoltura non ho perso durante l'invernamento nemmeno una famiglia e anche se non ho effettuato ancora una visita approfondita posso dire di avere le arnie molto popolate. Spero che questa procedura possa aiutarci a proseguire il nostro lavoro di apicoltore oltretutto senza l'uso di molecole che sicuramente non giovano nè alle api nè al consumatore.

 

 

 

 

 

Gabbietta Scalvini apertaTi mando anche un paio di foto delle gabbiette che ho usato con più successo: il modello Scalvini. Ho anche fatto delle prove isolando la regina direttamente sul favo, applicando un piccolo parallelepipedo senza un lato con maglie escludiregina e pressandolo nella cera del telaino da nido; purtroppo dopo circa 10 giorni le api sono riuscite a liberarla. Con la gabbietta chiusa invece la reclusione può essere limitata a 15 - 18 giorni, si  libera la regina, si attendono 3 - 6 giorni per darle modo di riprendere la deposizione indisturbata, si deve disopercolare la covata residua nella gabbietta (ho contato fino a 15 varroe per cella!) e si può quindi procedere al trattamento con ossalico gocciolato.

 

 

 

Favo costruito con celle da 4,9 mmL'anno scorso ho anche iniziato l'esperienza con le celle piccole e anche se con difficoltà, in questa stagione dovrei riuscire ad avere le prime famiglie completamente su favi a celle da 4,9 mm.
Complimenti per il sito, trovo articoli interessanti e sempre aggiornati!
Cordiali saluti
Marco Moretti

 

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L’industrializzazione dell’apicoltura nasce nel 1851 (la data è certa perché c’è un brevetto di una nuova arnia che l’attesta), quando il reverendo statunitense Langstroth scopre lo spazio d’ape e rende possibile l’estrazione del favo e, quindi, la standardizzazione degli alveari e della loro gestione; da allora è possibile estrarre il miele con delle macchine complicate, allevare regine, produrre pappa reale, ecc..

 

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