| Arnia warré, l'esperienza di Corrado |
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| Scritto da Corrado Grottaroli |
| Mercoledì 28 Dicembre 2011 21:03 |
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Visto il bel tempo ho approfittato per dare un occhiata dentro l’arnia di cui ti ho parlato (per saperne di più leggi questo commento). Come immaginavo non è rimasto che un pugno di api nel vero senso della parola. Quello che ho notato oltre all’assenza della regina è la rimanenza di una vecchia cella reale. Di scorte ce ne sono, anche se ridotte, sicuramente a causa di saccheggi visto il bel tempo che fa.
Ti racconto la mia prima esperienza con questo tipo di arnia Devo dire che non avendo ancora pronta l’arnia al momento della sciamatura (prima della fioritura della acacia) collocai lo sciame in un melario da 5 telaini in attesa della nuova arnia. Nel frattempo le api cominciavano a riprodursi. Quando l’ebbi finita, con un coperchio adattatore nel mezzo unii. Tutto funzionò a meraviglia, le api si trasferirono nel blocco inferiore che si popolò abbastanza velocemente tanto da aggiungerne un altro di lì a poco. In quella fase tolsi il melario di provenienza che era pieno di miele. Comunque come dicevo all’inizio ho deciso di aprire per vedere cosa succedeva dentro, mi sono fatto in tutta fretta il “ coltello” per tagliare i ponti di cera e mi sono buttato. Il primo telaio mi si ruppe,… troppo maldestro e cera fredda.
Ma per gli altri tutto andò liscio. Pensi che mi convenga sopprimere le api superstiti e mettere al riparo l’arnia per eventualmente riutilizzarla al prossimo sciame? Solito trattamento con dischetto di zolfo per preservare i telaini dalle tarme? Visto che ero lì ho deciso di dare un occhiata anche all’altra arnia ma senza aprirla; Ora mi chiedo se vista la stagione anomala (da più di 4 mesi non piove e le giornate di sole non proprio dicembrine; media di 18 gradi di giorno fino alla settimana scorsa), e le api che tornano con polline forse mi fanno pensare che Ti metto anche la foto di un abbeveratoio fatto con un pezzo di tubo e un boccione da 5 lt di quelli che si usano generalmente per vino; è stata una stagione davvero siccitosa e non potevo non pensare anche a loro. Ho sempre timore di andare ad aprire le arnie, per il discorso del calore e anche per non dare fastidio. Non ho molta esperienza quindi sono anche lento nell’osservazione il che alle api non giova di certo. Non vorrei impegnarti troppo, ma sarei contento che dal nostro scambio oltre a me anche altri ne ricavassero spunti e informazioni; non bastano mai. Un cordiale saluto Corrado |