Registrati

Alcune parti di questo sito sono disponibili solo ad utenti accreditati



Commenti Recenti

Breve storia della mia azienda
La mia azienda

È nel 1981 che per la prima volta entro in contatto con il mondo delle api. È primavera e sono nel giardino di casa della mia futura moglie, Stefania, e sull’albero più imponente, si ferma uno degli sciami più grandi che abbia mai veduto. Che fai, che non fai, decisi, assieme al mio futuro cognato, in quel momento collega di università, di prenderlo con conseguenze assolutamente comiche. Questo perché lo sciame era pesantissimo (e chi se lo immaginava!) e una volta segato il ramo su cui era appeso, piombò di schianto a terra, sollevando una inverosimile nuvola di api, non proprio benevole verso chi aveva improvvisamente interrotto il loro stato di provvisoria quiete. Lascio solo immaginare il fuggi fuggi generale, con vari primati mondiali su molte delle discipline dell’atletica leggera (compreso il salto in alto) sicuramente abbattuti, ma mai, purtroppo, ufficialmente registrati.Un primo contatto, con quella ancora ignota comunità d’insetti, che fu però decisivo per alimentare in me la voglia di conoscerle più a fondo. Da buon giovane illuminista e quindi alimentato da una sconsiderata fiducia sul sapere umano, sottoscrissi un abbonamento ad una rivista del settore, la mitica Apitalia, allora quindicinale, dalla quale presi coscienza della enorme quantità di libri sul tema che però aveva già conquistato il mio giovane immaginario. Su uno dei primi numeri che mi giunse a casa notai subito un piccolo trafiletto (l’ho ancora stampato in mente in caratteri di marmo) dal quale seppi che la FAI (Federazione apicoltori italiani) stava cercando un segretario. Siccome avevo bisogno di un lavoro, mi precipitai lesto in Corso Vittorio Emanuele al 101 per bruciare ogni possibile concorrente, fui assunto! Che esperienza: un giovane assolutamente impreparato (non sapevo nulla di api e nulla di organizzazioni sindacali) scaraventato nel gotha dell’apicoltura nazionale.

In quel periodo iniziò un percorso formativo fondamentale per la mia crescita professionale nella più nota (all’epoca unica) associazione di apicoltori del nostro paese che dette il la anche alla mia attività di consulente tecnico. L’anno successivo l’incontro con il primo sciame, acquistai un paio di alveari che, dopo due anni diventarono venti perché un apicoltore anziano che smetteva, mi vedette (diciamo regalò) i suoi. Fu allora che feci la conoscenza della peste americana. E chi poteva immaginare che all’epoca pressappoco tutti gli apicoltori utilizzavano gli antibiotici come medicamento preventivo per tenere a bada il temibile batterio!Nel frattempo intensificai le mie conoscenze dell’affascinante vita di questo imenottero attraverso la lettura di numerose opere e mi specializzai anche nel riconoscimento e nella degustazione del prodotto principale dell’arnia: il miele.

Oggi possiedo circa 300 alveari (di più è umanamente impossibile se vuoi controllarli seriamente) e ho la mia sede produttiva in un vecchio fienile a Sansepolcro (Arezzo) che condivido con Lorenzo Gavagni, proprietario delle mura e anche lui apicoltore. Dal 1982 (data d’inizio dell’attività d’apicoltura) ad oggi, quanta acqua è passata sotto i p.. anzi, quanto miele è transitato dai miei maturatori, ma intatta è rimasta la passione per le api, dispensatrici continue di sapere, e per l’apicoltura, lavoro che mi permette di essere a contatto con la natura e contemporaneamente, per la sua varietà, di non sottopormi alla sconsolata routine di un lavoro in ufficio o in fabbrica.    

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna