| Cosa significa essere apicoltori oggi |
| La mia azienda |
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Finito il liceo scientifico, mi sono iscritto alla Facoltà di Agraria senza avere la sicurezza di un lavoro (i miei non possedevano terreni), ma semplicemente perché ho sempre amato la natura e l’agricoltura. All’inizio non avrei mai pensato di arrivare ad occuparmi di apicoltura (consulenze e produzione) ed invece, ad un certo punto, gli eventi hanno deciso per me: la necessità di trovare un lavoro, per la morte prematura dei miei genitori, uno sciame che stabilisce di insediarsi a casa di un amico, un giornale che riporta un annuncio. Anche in seguito all’apicoltura come lavoro unico non ci ho mai creduto, ma anche in questo caso i casi della vita (la decisione di lasciare Roma, dopo la nascita del primo figlio, per un luogo più a misura d’uomo, alcune attività che non hanno mai preso il via) mi hanno spinto alla decisione di fare dell’apicoltura (produttiva o divulgata) il mio unico ambito lavorativo. E scelta non fu mai così felice: si tratta di un lavoro ricco di stimoli e che ti impone un eclettismo fuori della norma. Oggi non è possibile ricondurre il mestiere dell’apicoltore ad un unico mestiere. Si tratta dell’espressione di più lavori insieme, quello del veterinario (per curare le api in caso di malattie), quello del falegname (per costruire nuovi alveari o riparare quelli danneggiati), quello dell’etologo (per capire il comportamento dell’ape), quello dell’apicoltore vero e proprio (per gestire i vari prodotti dell’alveare dall’individuazione delle fioriture, alla produzione e invasettamento del prodotto finito). L’aspetto più affascinante di questa molteplicità di lavori è sicuramente rappresentato dal fatto che ogni volta che apri un alveare, acquisisci una nuova conoscenza sul mondo delle api. Ma quello che più mi affascina è constatare come l’allevamento delle api possa aiutarci (almeno a me fa questo effetto) nella sempre più complicata conquista dell’equilibrio psicologico. Nello stesso attimo in cui apri un alveare, infatti, i problemi o le ansie le lasci alle spalle perché le api sono totalizzanti, catturano il tuo interesse a prescindere dalla luna storta del momento. L’ape è molto sensibile e sente le nostre paure, ma anche le disattenzioni dovute ai pensieri che ti frullano per la testa. Appena capita che, muovendosi tra i favi, accidentalmente ne schiacci una, oppure fai un movimento brusco o addirittura lasci cadere a terra un telaino, loro sanno perfettamente come fare per riportarti all’ordine. |