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Cos'è biologico per me
La mia azienda
Se pensiamo a quanto più a lungo vive un sciame, abbandonato a se stesso, che si è insediato in un’arnia naturale, magari il tronco di un vecchio albero, appare chiaro come il sistema di lavorazione biologico (da agricoltura biologica) in apicoltura sia, più che l’occupazione di un segmento commerciale, una necessità. Io cerco di rispettare il più possibile questo piccolo insetto e cerco di accudirlo con grande attenzione cosciente che è più quello che lui da a me di quello che io do a lui (quanto vivrebbe meglio l’ape se non dovesse subire le attenzioni dell’uomo!). Le visite all’alveare le faccio il più velocemente possibile e, cerco di non creare vittime. Per questi piccoli animali è già uno sconvolgimento il fatto di essere costrette ad abitare una casetta di legno costruita dall’uomo. Figuriamoci come debbono vivere la sua periodica apertura. Se poi pensiamo alle più diffuse patologie che le possono affliggere in certi momenti dell’anno, che spesse volte abbiamo noi stesso diffuso, la situazione per loro risulta davvero difficile. Per tenere sotto controllo la varroa, nella mia azienda si è deciso di utilizzare dei trattamenti estivi, in assenza di melario, con prodotti a base di timolo; mentre in autunno, in assenza di covata, utilizzo prodotti a base di acido ossalico. Recentemente ho deciso di anticipare artificialmente il blocco di covata per aumentare l’efficacia dei prodotti anti-varroa. Più problematico è invece l’intervento contro la peste americana per la quale esiste, purtroppo, un solo rimedio: la bruciatura degli alveari infetti. Con questo metodo, però, non facciamo altro che spingere sulla selezione naturale di api resistenti alla malattia. Infatti eliminando gli alveari infetti, la malattia non si propaga e si tolgono dalla selezione naturale i riproduttori che potrebbero propagare i geni della suscettibilità alla peste americana. Applicare il metodo dell’agricoltura biologica all’apicoltura, per me, è e rimane una questione di scelta di vita e quindi uso nell’alveare solo sostanze innocue per le api ma anche per la mia salute; posiziono le arnie solo in zone pulite e incontaminate; visito periodicamente gli alveari per monitorare il loro stato di salute e cerco di selezionare regine che portano nel loro patrimonio genetico la resistenza ad alcune malattie gravi, ecc..
 

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