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Caro Marco Innanzitutto ti volevo ringraziare per le notizie tecniche che hai inserito nel suo sito che è molto interessante e approfondito. Ho letto l'articolo sugli attrezzi per allontanare le api dal melario e sono un po' perplesso perché io, in passato, ho provato ad utilizzare l'apiscampo ma senza un grande successo. Spesso , ritornato in apiario, ho trovato che le api non erano scese del tutto o affatto. Mi puoi spiegare meglio come usarlo senza fare errori? Il mio problema, probabilmente, sono le costruzioni di cera sotto i telaini del melario che vanno a occludere il foro d'uscita dell'apiscampo. Un caro saluto e speriamo di vederci presto Germano
Caro Germano, ti ringrazio molto sia per i complimenti, sia per la possibilità che mi dai di ritornare su un tema che so molto spinoso, che è quello dell’utilizzo dell’apiscampo. Molti apicoltori, infatti, contestano spesso la mia passione per questo “accessorio”. La mia azienda lo ha utilizzato sistematicamente per 6-7 anni (mentre da alcuni anni uso il soffiatore) e conosco alcuni apicoltori professionisti, che lo usano con entusiasmo, malgrado i loro 6-700 alveari. Ma veniamo alle sue perplessità: - Le api non scendono - L’apiscampo va sempre utilizzato assieme all’escludiregina, perché se nel melario c'è un po' di covata oppure anche solo dei maschi, le api non scendono mai del tutto. L'escludiregina migliore, poi, è quello senza cornice perché sotto di esso rimane lo spazio d’ape del nido (ovvero quello tra la parte superiore del telaino e l'escludiregina), mentre nella sua parte superiore, esso va a toccare sui telaini del melario, sempreché il melario sia stato costruito correttamente (i telaini del melario devono terminare “al pari” della parte inferiore del melario). Se così è, risulta impossibile che le api costruiscano celle tra telaini del melario ed escludiregina o tra telaini del melario e quelli del nido. Può succedere, invece, quando si vogliono togliere contemporaneamente due melari pieni, trovare delle costruzioni di cera tra i telaini del melario superiore e quelli del melario inferiore. In questo caso è necessario, dopo aver messo l’apiscampo, rispettare lo stesso ordine precedente, ovvero il melario superiore deve rimanere tale; in questo modo le costruzioni di cera che si trovano nella parte sottostante il telaini di questo melario, non vanno ad occludere l’apiscampo. Per ogni evenienza, comunque, è bene portasi dietro, quando si va in apiario, anche un raschietto (quello che utilizzano gli stuccatori) con il quale eliminare possibili costruzioni che possono esserci, però, solo se non si è operato correttamente. Se proprio vogliamo dirla tutta, le ditte che costruiscono gli apiscampo li realizzano male. Infatti, molti di loro tendono a realizzarli rispettando lo spazio d'ape, ovvero gli mettono, tutto intorno, una cornice molto poco alta. Invece questo attrezzo è uno dei pochi che non deve rispettare l'obbligo dello spazio d'ape perché da una parte rimane nell'arnia solo poco tempo e le api non fanno in tempo a costruire cera e, poi, un'altezza maggiore ridurrebbe di molto il rischio che qualche rimasuglio di cera vada a occludere il foro di fuga, come è successo a te.
- Tempo di permanenza - Per quanto riguarda il tempo che l’apiscampo deve rimanere sotto il melario per eliminare le api, è vero che, a volte, non bastano 24 ore ed infatti la regola è che esso deve permanere “almeno” 24 ore. Ma dirò di più: se l’apiscampo non ha eliminaro in 48 ore le api, la situazione non migliorerà con il passare del tempo. Ciò succede spesso, a fine stagione, andando a togliere il melario quando ormai non c’è più flusso nettarifero. In questo caso va utilizzata la spazzola (comunque le api sono sensibilmente meno del normale) o il soffiatore. Al contrario se c’è flusso nettarifero e, magari, si inserisce sotto l’apiscampo, anche un melario con telaini ancora "sporchi" di miele, possono bastare anche meno di 24 ore per eliminare quasi tutte le api.
L’occasione mi è propizia per esortare tutti gli apicoltori a porre senza remore dei quesiti tecnici ed anche ulteriori chiarimenti sugli articoli di questo sito che a volte usano un linguaggio tecnico non del tutto chiaro oppure sono troppo sintetici perché ho dato erroneamente per scontato delle conoscenze che chi è alle prime armi giustamente ancora non ha.
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