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La mortalità delle api è dovuta principalmente a:
 

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Il colony collapse disorder è dovuto al Nosema ceranae Stampa E-mail

O almeno è quello che cerca di affermare lo studio dei ricercatori spagnoli Mariano Higes, Raquel Martín-Hernández, Encarna Garrido-Bailón, del Laboratorio del Centro Apícola Regional di Marchamalo, Amelia V. González-Porto, del Laboratorio dei prodotti delle api del Centro Apícola Regional di Marchamalo, Pilar García-Palencia, del Dipartimento di medicina e chirurgia animale della Facoltà di Veterinaria dell’Università Complutense di Madrid, Aranzazu Meana, del Dipartimento della salute animale della Facoltà di Veterinaria dell’Università Complutense di Madrid e María J. del Nozal, R. Mayo, José L. Bernal, del Dipartimento di chimica analitica della Facoltà di Scienze dell’Università di Valladolid. Il colony collapse disorder, gravissimo problema mondiale, non solo per l’apicoltura ma anche per l’ecologia, si manifesta con una inspiegabile scomparsa di api adulte, la mancanza di attenzione nei confronti della covata, riduzione della forza della colonia, grave mortalità invernale senza evidenti disturbi patologici. Fino ad oggi non c’è stato, da parte dei ricercatori, un unanime consenso sulle cause del disturbo. La relazione dei ricercatori spagnoli, descrive le caratteristiche cliniche evidenziate negli alveari di due apicoltori professionali che sono stati interessati da questa sindrome. Anamnesi, esame clinico e analisi di supporto dicono che lo spopolamento in entrambi i casi è dovuto alla infezione da Nosema ceranae (Microsporidia) uno degli agenti patogeni emergenti di Apis mellifera. Non è stata evidenziata nessun altro tipo di causa significativa; nessun tipo di patogeno o pesticidi anche perché le api  non erano state a bottinaie su colture di mais o di girasole. Inoltre il trattamento con fumagillina ha evitato la perdita delle colonie deboli sopravvissute. Questa è la prima ricerca al mondo che mette in relazione il collasso delle famiglie di api dovuto al Nosema ceranae in condizioni di campo in alveari allevati da professionisti.

 

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Il 15 ottobre prossimo, presso i locali dell'azienda Artistica Settempedana snc in via D'Alessandro 7, terrò una relazione dal tema "L'apicoltura dalla parte delle api: come l'arnia può migliorare la vita delle api e la gestione della lotta alla varroa" nella quale vorrei provare a chiarire qual è il comportamento dell'ape e come la costruzione dell'arnia lo può favorire; presenterò l'arnia Warré (o del popolo) e la Kenya top bar e, in più, alcuni accorgimenti che nel futuro potrebbero facilitare il blocco della covata che sembra essere, per i prossimi anni, il metodo migliore per contenere la varroa. Il tutto condito da foto prese dai miei viaggi in Cina, Europa e Africa.

 

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