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“Non c’è rosa senza spina e non c’è ape senza pungiglione”, ci diceva la nostra nonna. Ed ef­fettivamente, se vogliamo produrre miele, dobbiamo pagare lo scotto di qualche puntura. Cosa fare in questo caso? Innanzitutto cerchiamo di evitarle. La prevenzione inizia dall’abbigliamento (tuta, maschera ed un paio di guanti), che deve essere di colore chiaro meglio se bianco o giallo e finire con il rispetto di alcune norme di comportamento: gli al­veari vanno sempre aperti dalla parte posteriore e mai si deve occupare il corridoio di volo delle api. I gesti devono essere calmi, mai bruschi, ed si deve evitare qualsiasi tipo di ru­more molesto, soprattutto quelli sordi.

Se, malgrado queste accortezze, riceviamo una puntura, la prima cosa da fare è estrarre il pungiglione; ciò va fatto con l’unghia del pollice e mai prendendolo con le dita perché, al­trimenti, finiremo di iniettarci il veleno che è contenuto nella sacca velenifera. Si troverà sollievo dall’apposizione di una parte metallica fredda; molti consigliano  di spalmare, sulla parte offesa, un po’ di pomata antistaminica. Inevitabilmente, almeno i primi due o tre anni, alla puntura seguirà il gonfiore che scompare, di norma, dopo circa un giorno. La cosa cam­bia nel caso siate allergici (eventualità rara ma possibile): il gonfiore si estenderà a tutto il corpo, così il prurito. In questo caso meglio andare velocemente al pronto soccorso per le terapie del caso (a base di cortisonici o adrenalina) e rinunciare, seppure a malincuore, a di­ventare apicoltori.

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Commenti   

0 # alice 2011-11-14 14:44
rinunciare.. a dire il vero io ho fatto delle ricerche in merito ed esiste un vaccino che si fa in ospedale che permette a che è gravemente allergico di risolvere completamente il problema. Informati, mi piacerebbe avere la tua opinione in merito. un bacione. PS: l' ultima puntura nell' interno coscia mi ha dato un gonfiore esegerato per una settimana.. mi devo preoccupare???:-)
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0 # Marco Valentini 2011-11-14 18:52
Effettivamente quando ho scritto questo pezzo, ormai una ventina di anni fa, non esisteva il vaccino o, meglio, era agli albori e lo si praticava solo all'ospedale di Ancona. Oggi, invece, lo si può fare in moltissimi altri ospedali e funziona bene. Ho molti amici che hanno potuto riprendere a lavorare con le api grazie al vaccino.
Per quanto riguarda il tuo caso, non credo si tratti di allergia. Fintanto che il gongfiore è ben localizzato nella zona della puntura, anche se dura più di un giorno (nello scrivere un giorno ero stato molto ottimista, possiamo dire 3, 4 giorni) non ci sono problemi; è normale per i primi anni. Ti devi cominciare a preoccupare quando il gonfiore si estende oltre la zona limitrofa la puntura. Mi prendo l'impegno di aggiornare a breve questo articoletto.
Grazie per avermelo fatto notare.
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