Registrati

Alcune parti di questo sito sono disponibili solo ad utenti accreditati



Commenti Recenti

L'antico fascino del mondo delle api
La mia azienda

L’uomo vive sulla terra da un milione d’anni. In questo periodo relativamente breve di vita è riuscito ad imporsi su tutti gli altri esseri viventi e questo perché la strategia di sopravvivenza abbiamo messo in atto fin dagli albori è stata quella di dare una grande fiducia alle funzioni che il nostro cervello riesce a svolgere.

L’ape vive nel mondo, da molto più tempo, da circa 35 milioni di anni. In questo lunghissimo periodo è riuscita a superare ogni avversità perché ha un’altra strategia di sopravvivenza rispetto agli uomini: produrre tutto in grande abbondanza. E’ questa la loro principale forza, produrre molto più miele (ma anche polline, pappa reale, ecc.) di quanto in realtà gliene serve. È solo per questo che noi possiamo nutrirci con i prodotti dell’alveare.

Prima di sciamare (quando l’alveare si divide), la regina vecchia se ne va e rimane quella nuova; anziché creare una o due celle reali, ne producono venti e più. Proprio per questa attitudine possiamo disporre della pappa reale. Lo stesso vale per il polline: se alla sopravvivenza dello sciame ne bastano circa trenta chili, loro ne producono un 20/30% in più.

Per questi e per tanti altri motivi, l’uomo è sempre stato affascinato dall’ape, anche se spesso più per la proverbiale abbondanza; personalmente sono sempre stato attratto dalla loro strategia di sopravvivenza, fondata sul concetto di collaborazione, di comunicazione e di scambio dei dati con precisione assoluta. Si potrebbe parlare per ore di questo argomento, ma mi limito a fare solo un esempio. Un’ape riesce a comunicare alle proprie compagne le coordinate per raggiungere la fonte nettarifera (i fiori carichi di nettare) trasmettendo esattamente la distanza in metri e la direzione da percorrere. Il margine d’errore è di pochi centimetri in una distanza che può essere anche di tre chilometri. Le ultime ricerche hanno evidenziato come l’ape, pur avendo un cervello composto di poche cellule neuronali, è in grado di compiere attività tipiche di animali superiori, compresa, oltre alla capacità di comunicare in maniera simbolica, la possibilità di apprendere.

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna