Altri metodi di lotta biologica alla varroa - Lotta meccanica

La lotta meccanica

Sin dal primo ingresso della varroa in Italia, grande successo ha avuto il favo trappola a celle da fuco, poi ottimizzato, come abbiamo visto da Campero con il TIT 3, per l’ottimo risultato che ha nell’abbassare, proprio all’inizio della loro fase ascendente di sviluppo, il numero delle varroe.

Si tratta di inserire, a distanza di una decina di giorni l’uno dall’altro, due telaini da nido senza armatura e con 5 cm di foglio cereo a celle femminili saldati nella parte superiore, fin dalla ripresa primaverile, in prossimità della zona di covata, uno a destra e l’altro a sinistra del centro del nido.

Dopo 10 giorni dall’introduzione del secondo telaino, si toglie il primo ormai opercolato, si asporta la covata e lo si reintroduce nel nido con una porzione di favo (senza larve) ancora fissata superiormente.

L’operazione di intrappolamento delle varroe nella covata da fuco si esaurisce quando all’interno della famiglia si interrompono le attività di costruzione e di allevamento dei maschi.

Il difetto di questo metodo sta nel fatto che non sempre la covata maschile è allo stadio in cui è recettiva verso la varroa. Questo momento dura, purtroppo, solo poche ore e, quando le varroe non sono più attratte dalla covata maschile, si rifugiano in massa in quella femminile.

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