Il candito per le api

Prodursi il candito “in casa” è possibile, anche se per piccole produzioni forse il tempo necessario non ripaga il risparmio. In questo caso, però, la soddisfazione di essere autonomi può essere di stimolo per provare. Questo metodo di produzione l’ho appreso da una delle aziende italiane con maggior tradizione ed esperienza nel nostro settore: l’Apicoltura Fasoli.

L’unica macchina necessaria è una impastatrice, di quelle utilizzate di solito dai pasticceri o dai panificatori, che può essere acquistata usata a poco prezzo. Per piccole produzioni va molto bene, invece, la classica Pastamatic. Gli ingredienti di questo portentoso nutrimento per le api, che non deve essere scambiato con il candito che si acquista in commercio in quanto, quest’ultimo, è ottenuto con un procedimento che, invece, non è sempre alla portata dell’apicoltore, sono: zucchero al velo (lo si può acquistare da un amico pasticcere o direttamente allo zuccherificio ad un prezzo leggermente superiore a quello del normale zucchero) e miele di nostra produzione, per evitare i noti problemi sanitari. Il miele, soprattutto se cristallizzato, prima dell’uso va scaldato intorno ai 40°C per facilitare la miscelazione degli inredienti. La proporzione è di 3 parti di zucchero ed una di miele.

Si versa prima tutto il miele nell’impastatrice poi, di volta in volta, si aggiunge lo zucchero. Quindi si lascia funzionare la macchina per circa mezz’ora se l’amalgama ha un peso di circa 40 kg che va versata su di una spianatoia, cosparsa di zucchero a velo, per non far attaccare l’impasto, meglio se di marmo (ma anche di legno va bene). Il candito deve essere “tirato” a mo’ di sfoglia per la pasta fino a raggiungere i 4-5 cm di spessore, che di regola sono necessari per inserire il candito tra soffitta e tetto. Allora si taglia l’impasto in porzioni di circa 1 - 1,5 kg e lo si introduce in delle bustine di plastica tipo quelle per insacchettare i cibi surgelati che vanno chiusi ermeticamente con del nastro adesivo da pacchi. Neli anni di magra, il miele può essere sostituito, con la stessa quantità di marmellata; io ho provato, con buoni risultati, con della marmellata di albicocche industriale.

Una volta prodotto, il candito si conserva per circa un anno, e può essere riposto in pile, ma in posizione perfettamente orizzontale in modo da poter essere utilizzato, al momento necessario, introducendolo, senza problemi, nel minimo spazio esistente tra coprifavo e tetto.

Da Terra e Vita n. 7 del 1995 

Written by Marco Valentini on .

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