La lotta alla varroa si evolve, dal blocco all’asportazione della covata

Archiviata la pratica del blocco di covata, a due anni dal mio articolo in questo blog , come tecnica oramai acquisita dagli apicoltori italiani in quanto diffusissima e ben sperimentata (compreso l’uso oramai quasi ubiquitario della gabbietta cinese), la domanda ora diventa: come rendere più fruttuoso il gran lavoro di ricerca della regina che necessita questa tecnica per il controllo della varroa? Ad esempio, se si ha in programma di sostituire un buon numero di regine, si possono unire i due interventi, o attraverso  l’introduzione di una cella reale, dopo 10 giorni dall’ingabbiamento della regina (che va contemporaneamente tolta), oppure inserendone una feconda, mediante la classica gabbietta da spedizioni, un paio di giorni prima dello sblocco preventivato.

Ma è possibile fare di meglio? Certo, perché se invece di bloccare la covata, la asportiamo completamente, otteniamo l’immediata assenza di covata nella famiglia donatrice ma anche, dopo 24 giorni, nella famiglia creata con i telaini di covata prelevati dalla famiglia madre.

Già nell’ articolo sul blocco di covata vi avevo parlato di una ricerca fatta dal Centro Svizzero di Ricerche Apicole di Liebefeld molti anni fa che provava, in poche parole, che asportare ad una colonia tutta la covata alla fine della produzione, non provocava effetti deleteri, se non una piccola riduzione di forza alla ripresa della stagione produttiva.

E quindi, nel caso di asportazione di covata, il tempo perso nel cercare la regina sarebbe ben ripagato dalla costituzione di un nuovo nucleo. Inoltre, al contrario di quando l’assenza di covata viene provocata dall’ingabbiamento della regina, si avrà la possibilità di intervenire contro la varroa nella colonia senza covata, immediatamente abbattendo subito l’infestazione a livelli primaverili, con grande vantaggio nel proseguo della stagione, fino ad arrivare al suo invernamento.

Ho quindi voluto provare su una sessantina di famiglie all’uscita dalla raccolta di castagno e eucalipto, peraltro piuttosto scadente in quantità, e vi spiego come ho fatto.

Quando, verso la fine di luglio, ho tolto i melari ho lasciato l’escludiregina e ho girato il coprifavo. Questo mi ha permesso, alla successiva visita, di valutare velocemente l’abbondanza di api presenti nell’alveare, senza rischiare che la regina si mescolasse con le api nel coprifavo. Alle famiglie che presentavano abbondanza di api nel coprifavo (200 grammi o più) ho eseguito direttamente l’asportazione della covata, mentre a quelle più deboli, ma sempre con 10 telaini su 10 coperti di api, ho prima controllato il tasso di infestazione col metodo descritto in questo articolo. A tutte le famiglie con un tasso di infestazione sulle api adulte superiore al 4% (ovvero 8% in totale) ho fatto subito un acido ossalico preferendo l’ingabbiamento della regina all’asportazione di covata, per ripeterlo dopo 24 giorni. Alle altre ho eseguito l’asportazione della covata come a quelle straboccanti di api.

Per effettuare l’asportazione della covata, il materiale che ci si deve a portare in apiario, oltre la normale attrezzatura da apicoltore, è:

  • Un’arnietta  per fare nuclei da 6 telaini riempiti con fogli cerei e tutti i  telaini già costruiti che avete a disposizione per rimpiazzare i favi di covata prelevati.
  • Nutritori e sciroppo di saccarosio 1:1.
  • Una forchetta disopercolatrice,
  • Alcune gabbiette per il blocco della covata.

Ho proceduto in questo modo: ho aperto l’alveare alla ricerca della regina. Una volta trovata l’ho introdotta nella gabbietta, per essere sicuro di non perderla d’occhio durante il lavoro. La gabbietta cinese è fantastica perché, oltre ad essere perfettamente adatta allo scopo, come quelle di prezzo superiore, ma più compatta tanto da poterla inserire tra due favi, permette, a chi non ha sufficiente dimestichezza a prendere in mano le regine, di ingabbiarle comunque. Infatti, quando si individua la regina, si può appoggiare la gabbietta aperta direttamente sopra di lei. Sarà lei stessa ad entrarvi, arrampicandosi sulle sbarre della gabbietta; a questo punto la si deve chiudere, stando attenti a non ferirla (vedi video).

A questo punto ho prelevato i telaini di covata dando una leggera scrollata alle api in modo che più della metà rimanessero nell’alveare originario. Poi li ho introdotti nell’arnietta da nuclei avendo cura, una volta terminato il lavoro, di chiuderlo velocemente perché la covata attira moltissimo le api che vi si infilano velocemente.

Nella prova che ho eseguito tutti gli alveari avevano 7 telaini di covata e quindi ho provveduto a disopercolare quello che ne aveva di meno (massimo un dm2) per lasciarlo nella famiglia di origine. Ho, quindi, risistemato i favi nell’arnia donatrice spostando tutti i pochi favi rimasti (4) a parete con un paio di favi già costruiti nel mezzo per stimolare la regina a deporre subito mentre il rimanente spazio l’ho riempito di fogli cerei, cercando così di avere una famiglia il più possibile compatta. Ho liberato la regina è ho nutrito, per calmare la colonia, con un paio di litri di sciroppo zuccherino. Noterete, nel fare questa operazione, infatti, che le api tendono ad uscire dall’alveare piuttosto velocemente e richiamare le sorelle invitandole al rientro. Teoricamente ci sarebbe anche pericolo di deriva in quanto non essendoci più covata le api possono essere attratte dalle famiglie adiacenti.

Dopo 2 giorni ho eseguito un trattamento con Apibioxal provocando la caduta di abbondante varroa (l’ho controllato nei due giorni seguenti).

Le arniette da 6 telaini, le ho collocate in un altro apiario, sufficientemente distante. A queste nuove colonie, farò allevare direttamente la regina da una delle loro celle anche se è possibile, per ottenere una regina selezionata, dare loro una cella reale pronta allo sfarfallamento 9 giorni dopo l’intervento, magari distruggendo quelle autocostruite. Dopo 24 giorni dall’operazione di asportazione della covata, sarà possibile anche in questa colonia eseguire un trattamento acaricida con acido ossalico; contemporaneamente è possibile controllare la presenza di una regina feconda.

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