| Partiamo con un’apicoltura più amichevole, a cominciare dalla scelta dell’arnia - Vantaggi e svantaggi |
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| Scritto da marco valentini | ||||||
| Domenica 02 Gennaio 2011 10:07 | ||||||
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I vantaggi Diamo ora un veloce sguardo ai vantaggi che si ottengono con l’adozione di un alveare più adatto alle esigenze delle api che non a quelle dell’apicoltore.L'indole. La prima cosa che salta agli occhi è l’estrema docilità delle api, rispetto a quelle che vivono all’interno di alveari a favo mobile. Spesso gli alveari possono essere aperti senza l’ausilio di affumicatore e guanti.
L’altra caratteristica che è immediatamente percettibile, soprattutto agli occhi di un apicoltore esperto, è l’incredibile popolosità degli alveari. Probabilmente questo dipende dal fatto che a parità di spazio, nelle “arnie del popolo” vi sono più favi (perché l’intervafo è minore) ed anche una maggiore densità di celle per dm2. Questo è un punto senz’altro positivo per la produzione ma anche e soprattutto per la tolleranza alle malattie. A parità di miele prodotto, si ottiene una maggiore quantità di cera, a volte di tre volte superiore.
Gli svantaggi “L’arnia del popolo”, come si diceva in precedenza, non è la miglior arnia in assoluto e sarebbe sbagliato affermarlo. Chi la adotta, avrà estrema difficoltà ad allevare regine e produrre pappa reale; rintracciare le regine per sostituirle o per fare il blocco di covata. Anche produrre miele monofloreale, non è facile perché con questo alveare si può smielare solo una volta che la covata è scesa dal corpo più alto che contiene il miele. Infatti, il flusso nettarifero coincide con il periodo “deposizione uovo – sfarfallamento dell’adulto” ma è improbabile che scenda ad un ritmo così serrato da permettere il prelevamento dei favi che non contengano covata. Ed infatti coloro che già la utilizzano, consigliano di smielare a fine stagione.
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