L'uso della propoli in agricoltura

Questo articoletto, è il frutto della lettura di vari testi specifici per l'agricoltura, ma non l'ho mai sperimentato sul campo. Prima di utilizzarlo in grande stile, conviene prima fare delle prove con poche piante, più per testarne l'efficacia che le controindicazioni che dovrebbero essere pressoché assenti.

L’efficacia della propoli quale medicamento per alcune malattie umane, hanno indotto alcuni ricercatori ad utilizzarla, e con successo, anche in agricoltura. L’uso più frequente che se ne fa è come anticrittogamico, utilizzando la tintura idroalcolica diluita in acqua da sola o in aggiunta a zolfo colloidale.Per la preparazione della tintura idroalcolica si prendono 300 g. di propoli finemente macinata (ad esempio con un macinacaffé, ma prima va congelata, per non impastare il macchinario) e si lascia a macerare per circa 20 gg in 2 litri di acqua distillata con 2 grammi di lecitina di soia, non di quella granulare, oppure un albume d’uovo, che ne facilitano la dispersione. Il tutto va agitato una volta al giorno. Quindi si filtra e si lascia macerare il residuo per altri 20 gg in 850 ml di alcool denaturato anche in questo caso l’aggiunta di lecitina di soia o albume facilita la dispersione della propoli. Al termine si filtra e si uniscono i due filtrati (acquoso e alcolico) in parti uguali. Prima della somministrazione alle piante, si deve diluire la tintura idroalcolica in acqua in ragione di 200 ml ogni 100 litri d’acqua. Per potenziare gli effetti curativi della propoli è consigliabile, soprattutto per alcune malattie crittogame, unire alla soluzione zolfo in questa proporzione: 200 g di zolfo colloidale, 200 ml di soluzione idroalcolica, 100 l di acqua.

Le malattie crittogame facilmente controllabili con la propoli sono: vari tipi di peronospora, compresa quella della vite, Bolla del pesco, vari tipi di oidio delle orticole, ruggini, ecc.

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