L'uso dello zucchero al velo per valutare l'infestazione da varroa

Esattamente come per ogni tipo di patologia, anche per noi apicoltori sarebbe molto utile avere un termometro per valutare la gravità dell’infestazione della varroa in un dato periodo della stagione. A dire il vero qualcuno ce n’è già, come la valutazione dell’infestazione della covata maschile attraverso la sua asportazione, ad esempio, con un forchetta disopercolatrice. Si sostiene che la varroa sulla covata maschile sia grossomodo simile a quella presente su quella femminile (salvo che l’infestazione non sia già molto elevata, altrimenti…). Un altro sistema consigliato è la valutazione della varroa morta per morte naturale sui fondi antivarroa. Ma ne cade così poca che non è facile fare un calcolo che neppure si avvicina alla realtà.

 

Recentemente il nostro collega Marco Moretti mi ha evidenziato un altro sistema da lui utilizzato e provato sul campo ovvero lo spolvero dei telai con zucchero a velo. Marco lesse tempo fa uno studio di Randy Oliver (considerato un ricercatore affidabile negli States) che aveva registrato tutta una serie di dati confrontandoli con altri metodi di monitoraggio (http://www.scientificbeekeeping.com/index.php?option=com_content&task=view&id=72). In pratica si tratta di somministrare 100 grammi di zucchero al velo per famiglia e in pochi minuti, osservando il cassettino, ci si può rendere conto dell'infestazione. Infatti, la sua efficacia si aggira intorno al 4% della popolazione totale di varroa presente nella famiglia. L’esperienza personale di Marco lo porta ad affermare che, nelle colonie dove cadono più di 30-40 acari con lo zucchero, dopo il blocco di covata con la gabbietta e il successivo trattamento acaricida cadono ulteriori 2.000 varroe e oltre. Lo zucchero al velo può essere somministrato con un comune setaccio per dolci specifico per lo zucchero o la farina che si acquista al supermercato al prezzo di 6-7 euro.

Se lo zucchero si spolvera direttamente sopra i favi, poi va ulteriormente distribuito con una comune spazzola da apicoltore per dirigerlo negli spazi tra i telaini; in alternativa, ma l’operazione richiede più tempo, si può spolverare ogni singola facciata dei favi estraendoli dall'arnia uno per volta (http://www.youtube.com/watch?v=Y7C_pV9ig4c&feature=related). Con questa seconda metodologia, sicuramente tutte le api sono investite dallo zucchero e la caduta di varroa è maggiore. In America ci sono apicoltori che dicono di riuscire a tener sotto controllo la varroa soltanto ripetendo 5 o 6 volte questo trattamento. Probabilmente in zone fredde dove ci sono pochi cicli di covata, questo può essere possibile; in situazioni normali, da solo non funziona.

La scorsa stagione Marco ha provato il metodo dello spolvero dei telaini dall’alto nel momento in cui liberava la regina (dopo 19 giorni di blocco) e questo ha contribuito, prima del trattamento acaricida con prodotti naturali, ad abbattere una parte di varroe parcheggiate sulle api.

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