Partiamo con un’apicoltura più amichevole, a cominciare dalla scelta dell’arnia - Vantaggi e svantaggi

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I vantaggi

Diamo ora un veloce sguardo ai vantaggi che si ottengono con l’adozione di un alveare più adatto alle esigenze delle api che non a quelle dell’apicoltore.L'indole. La prima cosa che salta agli occhi è l’estrema docilità delle api, rispetto a quelle che vivono all’interno di alveari a favo mobile. Spesso gli alveari possono essere aperti senza l’ausilio di affumicatore e guanti.

 

L’altra caratteristica che è immediatamente percettibile, soprattutto agli occhi di un apicoltore esperto, è l’incredibile popolosità degli alveari. Probabilmente questo dipende dal fatto che a parità di spazio, nelle “arnie del popolo” vi sono più favi (perché l’intervafo è minore) ed anche una maggiore densità di celle per dm2. Questo è un punto senz’altro positivo per la produzione ma anche e soprattutto per la tolleranza alle malattie.
Vi è una migliore e più efficiente gestione del calore all’interno del nido (sia per i favi fissi, che per il melario posto in basso) che comporta un minor dispendio di energia e, probabilmente, un miglior benessere generale. Il ricambio della cera è molto veloce ovvero nelle “arnie del popolo” non c’è mai un favo che abbia più di un anno e questo dovrebbe essere favorevole sia per mantenere una maggiore igienicità dell’alveare sia per la riduzione dei residui di molecole indesiderate nella cera.

A parità di miele prodotto, si ottiene una maggiore quantità di cera, a volte di tre volte superiore.
Le ore lavorate per alveare sono decisamente minori di quelle che richiede un alveare a favo mobile. L’escludi regina diventa un accessorio inutile per cui la regina ha libero accesso ad ogni parte dell’alveare; l’arnia costa poco e non devono essere acquistati neppure i fogli cerei.

 

Gli svantaggi

“L’arnia del popolo”, come si diceva in precedenza, non è la miglior arnia in assoluto e sarebbe sbagliato affermarlo. Chi la adotta, avrà estrema difficoltà ad allevare regine e produrre pappa reale; rintracciare le regine per sostituirle o per fare il blocco di covata. Anche produrre miele monofloreale, non è facile perché con questo alveare si può smielare solo una volta che la covata è scesa dal corpo più alto che contiene il miele. Infatti, il flusso nettarifero coincide con il periodo “deposizione uovo – sfarfallamento dell’adulto” ma è improbabile che scenda ad un ritmo così serrato da permettere il prelevamento dei favi che non contengano covata. Ed infatti coloro che già la utilizzano, consigliano di smielare a fine stagione.
Non è possibile produrre pacchi d’ape, e neppure utilizzare il soffiatore ed anche i trattamenti con i comuni prodotti antivarroa sono difficili da eseguire. Ad esempio non si può fare un trattamento con prodotti che devono essere somministrati telaino per telaino; le tavolette a base di timolo devono essere poste tra un corpo e un altro del nido; per la somministrazione di acido ossalico, invece, non sussistono problemi.

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