Per la prima volta dopo migliaia di anni l'apicoltura è in crisi. E lo sta facendo a causa dei comportamenti distruttivi dell'uomo. Ma una alternativa è possibile. E siamo pronti a mostrartela.
Se me lo concedi vorrei farti una domanda.
Le api nell'ambiente dove vivono?
Pensaci un attimo.
Ormai ne sono rimaste poche, ma quelle poche si annidano principalmente in cima a tronchi d'albero e distanti tra loro in media tra i 500m/1km l'una dall'altra.
Ora prova invece a pensare a come noi apicoltori stiamo gestendo gli alveari.
In grandissimi apiari con decine e decine di alveari disposti a solo pochi centimetri l'uno dall'altro.
E non solo.
Invece che in alti alberi si trovano soltanto a poca distanza da terra.
Ovviamente l'apicoltura che tutti noi oggi conosciamo ha modellato giustamente il modo di vivere dell'ape a favore di una facilità di esecuzione.
Ma lo ha fatto in modo troppo forte e distruttivo.
Lo ha fatto pensando soltanto a come noi uomini potevamo lavorare senza troppi sforzi, ricavando il massimo quantitativo di prodotto con il minimo sforzo.
E queste pratiche, esasperate degli anni, hanno contribuito in modo forte a portare l'apicoltura specializzata sull'orlo del baratro.
A causa di malattie sempre più virulente, portate dal commercio di alveari in giro per il mondo, cambiamenti climatici, utilizzo di api ibride che impoveriscono la biodiversità dei nostri areali e così potrei continuare all'infinito.
Ok, il problema è abbastanza evidente ma come se ne può uscire?
Ti sembrerà strano ma questa forte crisi sta mettendo alla luce anche le possibili soluzioni a questo problema.
La prima fra tutte il fatto che l'apicoltura specializzata è finita.
Oggi non è più possibile produrre solo miele e venderlo ad un prezzo adeguato per rendere sostenibile a livello economico l'azienda.
Con una classe di apicoltori sempre più anziana e senza competenze scientifiche e un cambiamento climatico sempre più esasperato le produzioni sono ormai pressochè azzerate.
E se noi esseri umani non siamo stati in grado di fermarci prima del problema, a questo punto è intervenuta la natura a porre fine a questo controllo smisurato.
Ed è proprio grazie a questo, grazie a questo grande cambiamento, che la figura dell'apicoltore sarà sempre più importante e necessaria.
Sai perché?
Perché è finita l'epoca della specializzazione.
Oggi. le api possono essere fonte di reddito e valoreecosistemico in tantissimi modi e contesti differenti.
Per esempio le api all'interno di una azienda agricola contribuiscono a dare un pò di miele da mangiare e vendere e all'impollinazione di molte specie vegetali.
Oppure gli apicoltori hobbisti che grazie alla loro passione possono divertirsi e farlo in modo da rendere le api il più autonome possibile.
O integrare le api in percorsi formativi molto trasversali tra loro.
Basti pensare che una nostra corsista, Sonia, assistente sociale per lavoro abbia inserito percorsi di recupero proprio grazie alle api.
Ecco perché le api e l'apicoltura è tutt'altro che finita.
Ma sta tornando all'interno di un limite diverso.
Di un limite più naturale.
Dove per sopravvivere bisogna diversificare e puntare su ciò che ci piace.
Perché ciò che ci piace è anche ciò che sappiamo fare meglio.
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