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Il carteggio col giovane apicoltore continua... |
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Scritto da Administrator
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Domenica 15 Gennaio 2012 19:54 |
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Lo scorso anno ho pubblicato un lungo scambio di mail tra me ed un giovane apicoltore. Evidentemente voi lettori lo avete considerato molto interessante se è stato tra gli articoli più cliccati. Niente di nuovo, potrebbe dire qualcuno, si ripropone l'antico passaggio di sapere tra generazioni; c'è, però, una piccola - grande differenza col passato: nella nostra società tecnologicizzata, purtroppo, i vecchi, con l'aiuto degli strumenti, possono competere fisicamente con i giovani a discapito, però, dell'evoluzione del settore perché il mondo visto dagli anziani, purtroppo, è troppo ancorato al presente, per non dire al passato.
Ciao Marco, come va?
Qui tutto ok, a parte una siccità eccezionale.
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Arnia warré, l'esperienza di Corrado |
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Scritto da Corrado Grottaroli
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Mercoledì 28 Dicembre 2011 21:03 |
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Ciao Marco.
Visto il bel tempo ho approfittato per dare un occhiata dentro l’arnia di cui ti ho parlato (per saperne di più leggi questo commento). Come immaginavo non è rimasto che un pugno di api nel vero senso della parola. Quello che ho notato oltre all’assenza della regina è la rimanenza di una vecchia cella reale. Di scorte ce ne sono, anche se ridotte, sicuramente a causa di saccheggi visto il bel tempo che fa.
Ti racconto la mia prima esperienza con questo tipo di arnia
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La lotta alla varroa si evolve, dal blocco all’asportazione della covata |
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Scritto da marco valentini
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Sabato 06 Agosto 2011 07:31 |
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Archiviata la pratica del blocco di covata, a due anni dal mio articolo in questo blog , come tecnica oramai acquisita dagli apicoltori italiani in quanto diffusissima e ben sperimentata (compreso l’uso oramai quasi ubiquitario della gabbietta cinese), la domanda ora diventa: come rendere più fruttuoso il gran lavoro di ricerca della regina che necessita questa tecnica per il controllo della varroa? Ad esempio, se si ha in programma di sostituire un buon numero di regine, si possono unire i due interventi, o attraverso l’introduzione di una cella reale, dopo 10 giorni dall’ingabbiamento della regina (che va contemporaneamente tolta), oppure inserendone una feconda, mediante la classica gabbietta da spedizioni, un paio di giorni prima dello sblocco preventivato.
Ma è possibile fare di meglio? Certo, perché se invece di bloccare la covata, la asportiamo completamente, otteniamo l’immediata assenza di covata nella famiglia donatrice ma anche, dopo 24 giorni, nella famiglia creata con i telaini di covata prelevati dalla famiglia madre.
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Partiamo con un’apicoltura più amichevole, a cominciare dalla scelta dell’arnia |
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Scritto da marco valentini
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Domenica 02 Gennaio 2011 10:07 |
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Q uando si pensa di diventare apicoltore, la scelta dell'arnia è sempre una decisione difficile perché, una volta presa, da quel momento in poi l'allevamento prenderà una strada prefissata, difficile da cambiare. Figuriamoci se questa decisione la vorrebbe prendere chi un allevamento di api già ce lo ha e pure ben avviato.
Nel passato gli apicoltori affidavano le proprie scelte calibrandole a quelle già operate da chi li aveva preceduti e le arnie erano il frutto di piccoli cambiamenti che si erano sovrapposti in migliaia di anni e che le avevano portate ad essere le più adatte per le esigenze degli apicoltori e delle api di quel determinato luogo e momento. In Sardegna le arnie in sughero, in Sicilia le arnie in ferula, in altri luoghi altre arnie di cui, nella maggior parte dei casi, si è persa memoria, ma che sicuramente erano il giusto compromesso tra il comportamento naturale delle api e le esigenze di raccolta degli apicoltori.
Finalmente abbiamo le prime arnie Warrè italiane; quella raffigurata è di Giovanni e Nicoletta. L'esperienza di Corrado la puoi leggere in questo articolo, mentre altre foto le puoi trovare a questo link.
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Può la società della convivialità salvare le api? |
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Scritto da marco valentini
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Domenica 15 Gennaio 2012 19:29 |
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L’industrializzazione dell’apicoltura nasce nel 1851 (la data è certa perché c’è un brevetto di una nuova arnia che l’attesta), quando il reverendo statunitense Langstroth scopre lo spazio d’ape e rende possibile l’estrazione del favo e, quindi, la standardizzazione degli alveari e della loro gestione; da allora è possibile estrarre il miele con delle macchine complicate, allevare regine, produrre pappa reale, ecc..
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Cronaca di un alveare Top Bar Hive dall’insediamento al suo invernamento... e situazione varroa |
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Scritto da Nataša Bandelj
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Sabato 12 Novembre 2011 09:38 |
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Il 12 giugno di quest’anno, sul Carso sloveno, ci è stato donato da un'apicoltrice, ancora sull'albero, uno sciame di piccole dimensioni di api di razza carnica, che abbiamo preso e introdotto in un’arnia TBH da noi costruita.
La famiglia è stata introdotta nel centro dell’arnia, la porticina è sul lato lungo ed è circolare (ne abbiamo a disposizione quattro, ma mai più di due aperte). Due diaframmi permettono di avere spazio libero sia a sinistra che a destra, dove abbiamo nutrito con una bottiglietta appoggiata alla rete che fa da fondo. Le barre sono larghe 3,5 cm, con qualche lieve irregolarità.
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Valutiamo il tasso d'infestazione dei nostri alveari, da oggi è veramente molto semplice |
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Scritto da marco valentini
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Domenica 17 Luglio 2011 13:29 |
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Valutare il tasso d’infestazione della varroa è di grande importanza per sapere quando è venuto il momento di effettuare il trattamento, ma anche per sapere in quale dei nostri alveari la varroa non riesce a moltiplicarsi rapidamente come nella maggior parte degli altri. Venire a conoscenza di questo fatto permetterebbe di preferire, nella scelta dei riproduttori, quelli in grado di mantenere lo sviluppo della varroa sotto il limite di guardia.
Fino ad oggi, per sapere quanta varroa c’è sulle api dei propri alveari, si poteva utilizzare praticamente solo il fondo cosiddetto antivarroa attraverso il quale è possibile valutare la caduta media giornaliera di acari; alcuni dati statistici dicono che basta moltiplicare questa per 100 per avere un dato abbastanza veritiero; ciò si traduce nell’andare in apiario, pulire i fondi, cospargerli di grasso di vaselina o di una carta adesiva che blocca le varroe sul vassoio; di tornare dopo circa una settimana, ricontrollare i fondi, contare le varroe, dividerle per il numero di giorni che sono passati dalla ripulitura dei vassoi, moltiplicarle per 100 e valutare il da farsi.
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Il blocco della covata, una tecnica oramai imprescindibile |
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Scritto da Administrator
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Sabato 14 Febbraio 2009 08:54 |
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C’è solo una certezza per la stagione apistica che si sta aprendo: sarà l’anno del blocco di covata. No, non voglio minimizzare sulla mortalità invernale degli alveari che, anche quest’anno, è possibile definire, purtroppo e senza paura di essere considerato esagerato, una vera e propria strage. Ma proprio la grande mortalità, che si perpetua da anni, ma che avuto l’apice in questi ultimi due, spingerà molti apicoltori a provare questa tecnica apistica che non è proprio del tutto nuova. L’anno scorso ho fatto alcune prove e vorrei tentare di aggiornarvi sullo stato delle mie conoscenze. Mi ha scritto Marco Moretti, un apicoltore lettore del sito, che ha provato questa tecnica con i suoi 120 alveari; la puoi leggere al seguente link.
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